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PERCHÉ STUDIARE ECONOMIA

L’economia, questa sconosciuta... Eppure, mai come in questo momento di uscita dalla crisi, appare indispensabile possedere delle chiavi di lettura di ciò che sta succedendo. Parafrasando un noto adagio, se non ti occupi di economia, l’economia si occupa di te.

Capita sempre più spesso di incontrare amici e conoscenti che si “interrogano” sulla crisi finanziaria (Cos’è? È veramente finita? Che fine faremo?) e mettono le mani avanti: «Io di economia non capisco niente, non me ne occupo». Purtroppo, ogni giorno di più, sono costretti (in tanti) a rendersi conto che è l’economia a occuparsi di loro: perché perdono il lavoro, perché vedono negarsi la concessione di un mutuo per l’acquisto della casa, perché vedono svanire i risparmi di una vita in investimenti che l’ “esperto” di turno definiva sicuri.

Capire dove va l'economia è importante non solo per i grandi analisti, ma soprattutto per i cittadini, le famiglie, i risparmiatori, le imprese e i professionisti. Per tutti coloro che, trovandosi ad affrontare problemi incalzanti in un contesto sempre più complesso, pongono domande concrete ed esigono indicazioni precise.

La comprensione dei problemi economici richiede una capacità di analisi rigorosa e profonda. Lo studio dell'economia aiuta a sfatare luoghi comuni e pregiudizi, a vedere le conseguenze inattese delle cose. È affascinante sia per chi ama le discipline umanistiche, sia per chi preferisce quelle matematico-quantitative.

Come scritto da John Maynard Keynes, “L'economia è un metodo più che una dottrina, un apparato della mente, una tecnica per pensare, che aiuta chi la possiede a trarre conclusioni corrette”.

E il lavoro? Serve studiare scienze economiche per “trovare un lavoro”? Moltissimo. Un elemento che definisce il mondo di oggi, rispetto a venti anni fa, è la sua crescente complessità. Con questa complessità si devono continuamente confrontare aziende, governi, istituzioni internazionali, oltre ai singoli cittadini. E una maggiore complessità richiede maggiore capacità di analisi. Il corso di laurea in Economia forma proprio questa capacità.

«Ho seguito corsi di matematica, storia, inglese, filosofia e corsi di  base in biologia e chimica. Ma anche se quei corsi mi piacevano, c’era sempre l’attrazione irresistibile dell’economia»
(Joseph E. Stiglitz, Premio Nobel per l’Economia nel 2001)